Gli americani lo chiamano “share-cooking”: un momento di condivisione capace di rafforzare i legami, favorire la creatività e creare armonia con l’altro. L’elemento centrale? La cucina, naturalmente.

Lo sostengono esperti italiani ed internazionali: cucinare permette di dare una scossa positiva all’umore e aiuta a sentirsi meglio. E gli effetti si moltiplicano se fatto in compagnia: la preparazione dei piatti comporta un contatto fisico che migliora la complicità relazionale tra chi partecipa e infonde una clima generale di benessere e rilassatezza.

E’ quanto conferma anche una ricerca neozelandese, che stavolta ha optato per una direzione un po’ controcorrente. Spesso infatti gli studi del settore hanno cercato di spiegare come l’umore favorisca o ostacoli la creatività, ma raramente la relazione inversa, ovvero: come le attività creative che svolgiamo influenzano i nostri stati d’animo?

Cucinare, la creatività che nutre l’anima

Dall’analisi è emerso che alcune attività creative in particolare contribuivano a far sentire le persone più serene e felici anche nei giorni successivi. Tra quelle più citate: la pittura, il lavoro a maglia, il disegno, la musica e, appunto, la cucina.

Cucinare, insomma, ha un effetto benefico sull’umore ed è un hobby creativo perfetto come antidoto contro lo stress. Aiuta ad essere più positivi e allegri perché migliora l’immagine di sé e permette di far risaltare le proprie capacità e talenti, distraendosi dalle preoccupazioni quotidiane.
Non solo: assaggiare il frutto del nostro impegno e mangiare qualcosa di buono crea ancor più soddisfazione, nutrendo  lo spirito, oltre che il corpo.

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